«Se inquineranno le prove li arresteremo», la procuratrice generale del Canton Vallese Beatrice Pilloud è tornata a ripeterlo, anche ai microfoni del Tg1. Ma Jerome Moretti e sua moglie Jessica Maric, titolari del bar Le Constellation che la notte di Capodanno si è trasformato in un inferno dove sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite, le indagini le hanno già inquinate e continuano a farlo. Non è un caso che già la mattina del primo gennaio, a poche ora dal devastante incendio, non esistesse più la pagina Facebook che pubblicizzava la serata nel locale, destinata soprattutto a ragazzini minorenni e le immagini di altre serate dove giovanissimi consumavano alcol.

Ieri è stata anche cancellata la pagina social “Old Constellation”, l’ultima rimasta ma che illustrava i lavori svolti all’interno del bar durante la ristrutturazione del 2015, quando i Moretti lo avevano preso in gestione e per 100 giorni hanno portato avanti i lavori: restringendo la scala che porta al seminterrato, dove i ragazzi sono rimasti prigionieri delle fiamme e collocando i pannelli e la schiuma fonoassorbente che avrebbero provocato l’incendio. Le foto raccontavano come si è arrivati al disastro della notte di Capodanno. Per una settimana quelle foto, che adesso non sono più disponibili, sono state pubblicate sui giornali, sia svizzeri che stranieri. Si vedeva con chiarezza come, per allargare il seminterrato e aggiungere altri tavoli, la scala fosse stata ridotta notevolmente, diventando circa un metro, fuori dalle norme in vigore. E come venissero collocati i pannelli, abbassando il soffitto con materiale infiammabile. Qualcuno deve averli cancellati: chi se non titolari di questo account, come di quelli già chiusi nei giorni scorsi? Ad aspettarsi l’arresto dall’interrogatorio di oggi dei due coniugi è l’avvocato belga Sébastien Fanti che ha detto di augurarsi l’emissione di una misura di custodia cautelare nei confronti degli indagati.