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La giovane è stata riconosciuta tramite l'esame del Dna: rientrerà in Italia con un volo di Stato insieme alle cinque vittime della tragedia di Capodanno
I genitori lo sapevano da giorni che non avrebbero riabbracciato la propria figlia, da quando è stato accertato che i feriti senza nome negli ospedali svizzeri erano maschi. Eppure, quando è arrivata la conferma del Dna, inevitabilmente il mondo crolla. Chiara Costanzo, di appena 16 anni, è una delle vittime della tragedia di Crans-Montana. Nata ad Arona, in provincia di Novara, viveva con la mamma a Milano dove frequentava il liceo Moreschi. Si trovava nella località sciistica svizzera con il papà per trascorrere le vacanze ma non doveva essere lì, come ha spiegato lo stesso genitore.
"Quest'anno Chiara non voleva nemmeno venire: pensava di festeggiare il Capodanno con un'amica in un’altra località ma non c'era posto. Così siamo tornati qui anche questa volta", ha spiegato ai microfoni quando ormai la notizia della sua morte gli era stata comunicata, anche se non in via ufficiale perché mancava l'esame del Dna. "La vita è bastarda. E io adesso mi sento una grande responsabilità addosso. La sera dell'incendio non l'ho trovata. Sono arrivato davanti al locale ma non l'ho trovata. Sarei dovuto entrare dentro a cercarla ma i vigili del fuoco non mi hanno fatto passare. Avrei voluto tanto farlo", ha proseguito. È un dolore disumano quello di un genitore che perde il proprio figlio, al quale non ci si abitua mai. Chiara era una ragazza piena di interessi, che amava praticare la ginnastica acrobatica, sport nel quale aveva ottenuto ottimi risultati a livello agonistico.














