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Ultimo aggiornamento: 10:50

Cilia Flores: avvocata, dirigente politica e personaggio mediatico. La “primera combatiente”, come l’ha definita il dittatore venezuelano, ha costruito negli ultimi trent’anni una carriera strettamente intrecciata allo chavismo. La sua centralità politica è emersa con forza anche durante l’ultimo attacco statunitense a Caracas, quando è stata catturata insieme al marito e trasferita fuori dal Venezuela.

Nata il 15 ottobre 1956 a Tinaquillo, nello stato di Cojedes, Cilia Flores è la più giovane di sei fratelli. Cresciuta in condizioni di forte precarietà, in una capanna di fango, figlia di un commerciante ambulante, si trasferisce a Caracas in cerca di opportunità. Qui studia diritto penale all’università di Santa María e lavora part-time in una stazione di polizia, occupandosi della trascrizione delle deposizioni di testimoni.

Il suo avvicinamento alla politica avviene alla fine degli anni Ottanta, durante il Caracazo, la serie di proteste e disordini scoppiate a fine febbraio del 1989 sotto il governo di Carlos Andrés Peréz. Negli anni Novanta diventa una delle avvocate di Hugo Chávez, difendendolo dopo il fallito golpe del 1992 e gestendo la corrispondenza con i sostenitori della rivoluzione. In questo periodo fonda il Círculo Bolivariano de los Derechos Humanos e aderisce al movimento MBR-200, costruendosi una reputazione di attivista e legale impegnata.