Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Dalla guida del Parlamento all’Assemblea Costituente, passando per scandali familiari e sanzioni internazionali: chi è la first lady che ha influenzato gli equilibri del potere venezuelano
Nel sistema politico venezuelano, fino al 3 gennaio scorso esisteva una figura che, pur evitando sistematicamente l’esposizione diretta, era considerata da osservatori internazionali una delle più influenti dell’era post-chavista. Cilia Flores, moglie del presidente Nicolás Maduro, rappresenta un caso atipico di first lady: non una presenza simbolica, ma una dirigente politica con un passato istituzionale solido e un ruolo di primo piano. Come sottolinea oggi Costantino Pistilli, infatti, non si è mai definita Primera Dama, bensì Primera Combatiente.
Avvocato di formazione, Flores entra nella vita pubblica molto prima dell’ascesa di Maduro alla presidenza. Il suo percorso si sviluppa all’interno del chavismo sin dagli anni in cui Hugo Chávez consolida il proprio progetto politico. Eletta deputata, diventa presidente dell’Assemblea Nazionale dal 2006 al 2011, primo caso di una donna alla guida del Parlamento venezuelano. È un periodo cruciale, segnato da una crescente polarizzazione politica e da riforme istituzionali che rafforzano l’esecutivo. In quegli anni Flores acquisisce una reputazione di dirigente leale e disciplinata, capace di difendere la linea del governo nei momenti di maggiore conflitto con l’opposizione.











