Tre morti accertati su 40 sono italiani, ma il bilancio dei nostri connazionali coinvolti nella tragedia di Crans-Montana resta incompleto. È arrivata solo ieri sera tardi la conferma ufficiale delle prime vittime italiane identificate della strage di Capodanno nella discoteca “Le Constellation”. Nonostante il riserbo della Farnesina, fonti vicine alle famiglie confermano che si tratterebbe di Giovanni Tamburi, Achille Barosi ed Emanuele Galeppini. Giovanni, 16 anni, era uno studente bolognese del Liceo Righi in vacanza con il padre. Appassionato di golf e di moto, frequentava Crans-Montana da diversi anni. Achille, anche lui 16 anni, residente a Milano, iscritto al liceo artistico delle Orsoline, era rientrato nel locale per recuperare la giacca e il telefono. Emanuele, quasi 17 anni, genovese, era una promessa del golf e il suo nome era comparso tra quelli delle vittime fin da subito, ma senza conferme ufficiali. L’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, che non ha fatto i nomi, ha però chiarito che le famiglie sarebbero state informate.

Sono le ore della disperazione per Chiara Costanzo. Ma da Crans ancora nessuna notizia ufficiale

Intanto non si placa l’angoscia dei familiari degli altri tre italiani dispersi, tutti giovanissimi: Sofia Prosperi, 15enne italo-svizzera, origini romane, ma residente a Castel San Pietro, vicino a Mendrisio, Riccardo Minghetti, di Roma, e Chiara Costanzo di Milano, entrambi di 16 anni. Nessuno dei tre sarebbe tra i feriti ospedalizzati né tra le altre otto vittime accertate, tutte di nazionalità elvetica, finora identificate dalle autorità che per motivi tecnici devono ancora completare gli esami del Dna sulle salme irriconoscibili. Chiara Costanzo, però, potrebbe essere tra quelle non ancora identificate: lo avrebbero confermato il padre, Andrea, e il sindaco di Arona, Alberto Gusmeroli, cittadina sul lago Maggiore di cui sono originari i genitori: «Sono stato chiamato per identificarla: Chiara non c’è più. Voglio giustizia», ha detto il papà. «Abbiamo sperato per lei fino all’ultimo ma invano», aggiunge il sindaco. Ma sino a ieri non c’erano conferme ufficiali.