MIRA (VENEZIA) - L’allarme è scattato dopo il tramonto, ma invece di far partire una sirena ha acceso una telecamera. E il sistema di videosorveglianza ha inviato una notifica al telefonino del proprietario di casa, che anche dalle vacanze ha potuto vedere le immagini che ritraevano il ladro o mentre cercava di svaligiargli l’abitazione.

Inevitabile la chiamata ai carabinieri, che sono arrivati sul posto tanto in fretta da intercettare il colpevole prima ancora che riuscisse ad afferrare qualcosa di valore e che tentasse di dileguarsi. Ma i militari non si sarebbero mai aspettati di trovarsi di fronte uno scassinatore 73enne, in evidente difficoltà. L’anziano è stato arrestato, ieri si è presentato davanti al giudice e, assistito dall’avvocato Melania Benetti, si è scusato e ha raccontato la sua storia: versa in condizioni di salute precarie, ha passato l’ultimo anno in chemioterapia per due diverse forme tumorali, che si aggiungono a ulteriori criticità sanitarie. Era confuso, disorientato e, chissà come mai, in quella situazione difficile ha finito per trasformarsi in un topo d’appartamento.

L’uomo, classe 1952, risultava essere completamente incensurato: nessun precedente, nessun procedimento pendente, nessun motivo per cui le forze dell’ordine dovessero conoscere già il suo volto. È stato bloccato prima ancora che potesse far sparire qualcosa da quella casa di Mira, motivo per cui l’accusa che gli è stata contestata dal pubblico ministero Alessia Tavarnesi è quella di tentato furto. In aula, davanti al giudice Giulia Caucci, l’avvocato difensore è riuscita a patteggiare una pena di un anno e quattro mesi, oltre a una multa da 250 euro; una misura ridotta, anche in virtù della scelta del rito alternativo deciso dopo la convalida dell’arresto, ma che ha tenuto conto pure delle necessità del 73enne, che proprio nei prossimi giorni dovrà sottoposti a ulteriori cure.