Una trentina di italiani, ma anche belgi, francesi, portoghesi, romeni e serbi, tra altri: sono i genitori dei giovani scomparsi nel fuoco del Constellation, che dalla notte di Capodanno si ritrovano nel centro congressi Le Régent, nella periferia di Crans-Montana.

E aspettano notizie sulla sorte dei loro cari. Qui è stato allestito un punto di accoglienza e il consolato italiano di Ginevra ha aperto un'unità di crisi, in collegamento con la Farnesina. Insieme vivono ore di angoscia e di solidarietà.

"Le famiglie chiedono di avere notizie più velocemente possibile e noi abbiamo dato la disponibilità massima ai nostri concittadini, ho detto loro di chiamarmi direttamente, ho lasciato loro il mio numero di portatile, perché possano avere informazioni dirette anche da me", ha detto il ministro degli esteri Antonio Tajani uscendo dal Régent. Ha incontrato i connazionali dopo aver deposto una corona davanti al disco pub devastato ed essere entrato nel locale: "Ho visto - ha raccontato con emozione - le tracce di un vero dramma. Le scarpe e i vestiti per terra mi hanno fatto venire in mente quello che può essere successo. Sono padre e nonno, capisco cosa possa provare un genitore".

Assistiti dagli psicologi arrivati anche dalla Lombardia e dalla Valle d'Aosta, i genitori dei ragazzi hanno fretta di squarciare il velo dell'incertezza e della doverosa cautela delle autorità elvetiche, ancora impegnate nelle difficili operazioni di identificazione dei corpi. Ma Tajani ha avvertito che "ci vorrà molto tempo ancora" e che "sarà molto difficile riconoscere".