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Dal Corno d’Africa al Golfo Persico, fino ai Caraibi e al Venezuela, la Casa Bianca ha privilegiato l’opzione militare fin dai primi mesi del mandato: tra raid mirati e operazioni su larga scala
Gli Stati Uniti hanno confermato fin dall’inizio del mandato di Donald Trump un approccio militare molto attivo. Nel Corno d’Africa, a febbraio 2025, velivoli statunitensi hanno colpito postazioni dello Stato Islamico in Somalia, piccolo ma persistente tassello del mosaico jihadista locale. Parallelamente, al-Shabaab è diventato bersaglio di ripetute incursioni, segnalando come Washington continui a considerare la regione un terreno sensibile per la lotta al terrorismo internazionale.
A marzo, l’aviazione americana, supportata dall’intelligence, ha effettuato un raid mirato contro Abdallah al Rifai, ritenuto uno dei principali dirigenti del Califfato in Iraq. Sebbene il movimento sia meno strutturato rispetto al passato, la minaccia rimane concreta in diverse aree del Paese e nei teatri regionali circostanti.







