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La procuratrice generale del canton Vallese, Beatrice Pilloud, ha confermato che l’incendio che la notte di Capodanno ha causato 40 morti e 119 feriti in un locale a Crans-Montana, in Svizzera, molto probabilmente è stato innescato dalle candele pirotecniche attaccate alle bottiglie di champagne. Nei video della serata, circolati online in queste ore, si vede che le scintille prodotte dalle candele erano molto vicine al soffitto ricoperto da pannelli di spugna fonoassorbenti.

Al momento sono in corso le attività per identificare le persone morte, ma la procedura è complessa a causa delle conseguenze del fuoco. Il comandante della polizia cantonale, Frédéric Gisler, ha detto invece che si conosce la nazionalità di 113 delle 119 ferite. Tra queste ci sono 71 persone svizzere, 14 francesi, 11 italiane e 4 serbe. La Federazione Italiana Golf ha scritto che tra le persone morte c’è Emanuele Galeppini, un ragazzo di 17 anni di Genova. L’unità di crisi della Farnesina (il ministero degli Esteri) non ha però confermato la sua morte al Post, e dice che sta aspettando i risultati del test del DNA.

Di altre sei persone italiane invece non si hanno notizie. Diversi giornali hanno pubblicato i loro nomi, che anche in questo caso l’unità di crisi non ha confermato per motivi di riservatezza. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che venerdì è andato a Crans-Montana, ha detto che l’identità delle persone morte sarà resa nota dalle autorità svizzere, e che ci vorrà tempo.