Un qualcosa, dunque, che, in questi mesi di ampio dibattito sulla riforma della giustizia, avvia più di una semplice valutazione rispetto a un potere che, talvolta, finisce «per andare oltre», come direbbe qualche malpensante. Considerando un difetto di norma, la maggior parte delle segnalazioni che arriva alla procura generale di Cassazione, pur rappresentando illeciti disciplinari, in quanto segnalati da un avvocato, finisce col restare nel cassetto. Tenendo conto che il 95% di queste sono archiviate, possiamo capire come, per questa specifica ragione, una categoria deve commetterla davvero “grossa”. Altrimenti si risolve tutto in sordina. L’unico a poter visionare le carte, a parte il procuratore, è il ministro della Giustizia che però certamente non ha il tempo e la capacità di leggere e verificare ogni singolo procedimento.
Giustizia, post sessisti: il magistrato “può”. La Cassazione archivia senza spiegazioni
La trasparenza, quella parola magica che consente ai cittadini di controllare l’operato della classe dirigente, se è un dogma indiscusso ...







