«Accogliamo questo risultato con grande soddisfazione e rivendichiamo con orgoglio la paternità della norma perché è da oltre dieci anni che insistevamo con il Legislatore affinché venisse recepita».

Per Vito Pace, presidente del Consiglio nazionale del Notariato, l’approvazione della legge che riforma la circolazione dei beni immobili di provenienza donativa (articolo 44 del Ddl Semplificazioni) rappresenta, senza dubbio, un traguardo storico. E un upgrade significativo rispetto alle regole in vigore fino a oggi, che appesantivano le procedure fino ad arrestarle. «Un bene donato rischiava di ritrovarsi in una lite ereditaria e l’erede leso o danneggiato poteva rivalersi sul terzo acquirente», spiega Pace. «Questo bloccava la circolazione e creava grossi problemi di incertezza giuridica anche per il sistema economico del Paese, perché con un bene di provenienza donativa le banche non concedevano i mutui se non con le polizze e chi acquistava non poteva contare sulla sicurezza della compravendita».

Una spinta all’economia del Paese

Adeguando, invece, il diritto successorio a una società in evoluzione, si incentiva anche una crescita dell’economia nazionale: «Uno dei limiti segnalati dal Pnrr riguardava proprio la circolazione dei beni, che restavano bloccati per il vuoto normativo», continua Pace. Un ostacolo non indifferente, considerando che «in Italia il numero delle donazioni è in costante crescita visto che la popolazione invecchia e i genitori vogliono passare i beni ai figli finché sono in vita». I numeri lo confermano: secondo i Dati statistici notarili - dati effettivi degli atti stipulati - ogni anno in Italia vengono fatte oltre 200mila donazioni immobiliari. Nel 2021 sono state più di 221mila, nel 2022 quasi 213mila e nel 2024 hanno raggiunto quota 218mila.