Da domani, 18 dicembre, "comprare una casa che il venditore ha ricevuto come donazione non sarà più un rischio".

È questa la novità introdotta dal ddl semplificazioni, si legge in una nota del Consiglio nazionale del Notariato, che "entra in vigore domani, mettendo fine a un problema che per anni ha bloccato migliaia di compravendite in Italia.

Fino ad oggi, se un acquirente comprava un immobile di provenienza donativa poteva correre il rischio che, dopo anni dalla firma del rogito e pur avendo pagato tutto regolarmente, gli eredi del donante originario potessero chiedergli di restituire la casa".

Secondo le vecchie regole, si legge, "gli eredi esclusi dalla donazione e lesi dalla medesima nella loro quota di legittima, potevano agire (esercitando l'azione di riduzione) anche e direttamente contro i terzi acquirenti, chiedendo la restituzione del bene entro i dieci anni successivi alla morte del donatario. Con la riforma non sarà più possibile far valere i propri diritti sul bene donato che è stato venduto, ma per gli eredi legittimari (coniuge, figli e - nei casi previsti- i genitori) che sono stati lesi dalla donazione non scompare la tutela: essi vantano un diritto di credito nei confronti del donatario, come già avviene in altri paesi europei".