Ieri, il sindaco entrante di New York, il democratico Zohran Mamdani, ha prestato giuramento sul Corano. Non era mai accaduto che un primo cittadino della Grande Mela giurasse sul testo sacro dell’islam. D’altronde, Mamdani è il primo sindaco di fede musulmana della storia newyorchese. «La maggior parte dei predecessori di Mamdani hanno prestato giuramento su una Bibbia, sebbene il giuramento di rispettare le leggi federali, statali e cittadine non richieda l’uso di alcun testo religioso», ha riferito l’Associated Press. Ebbene, la scelta di giurare sul Corano ha scatenato diverse polemiche.
Da ieri la Bulgaria è il ventunesimo Paese dell’Unione Europea ad avere l’euro come moneta. Lo ha scelto senza un governo in carica. Senza una legge di bilancio approvata. Senza il consenso di quasi la metà della popolazione. E contro il parere di importanti economisti. Ma con il plauso della presidente della Bce Christine Lagarde ed un bel po’ di cartelloni pubblicitari pagati dall’esecutivo che però non c’è più e dove campeggia la bandiera blu con le dodici stelle gialle.
Il discorso di fine anno del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e i massicci bombardamenti nella notte di Capodanno sembrano confermare che la svolta sulle trattative non sia dietro l’angolo. Parlando per venti minuti alla nazione, il leader di Kiev è tornato a ribadire che il piano di pace per l’Ucraina è «pronto al 90%», ma ha anche ammesso che la sorte della fine della guerra è legata proprio a quel 10% rimasto irrisolto. «Quel 10% contiene di fatto tutto: determinerà il destino della pace, il destino dell’Ucraina e dell’Europa, il modo in cui vivranno le persone» ha dichiarato.










