da New York
Zohran Mamdani ha voluto giurare su due Corani, uno antico, del '700, proveniente dalla Biblioteca di New York, e l'altro, invece, appartenuto a suo nonno. È il primo sindaco della storia della città a farlo. Poco dopo la mezzanotte del primo di gennaio, in una cerimonia privata, il politico è diventato il primo sindaco della metropoli nato negli anni '90, di origini indiane e di religione musulmana. Ma allo stesso tempo ieri, nel corso dell'insediamento ufficiale, ha dato un segnale di apertura a tutte le religioni, invitando alla sua cerimonia di inaugurazione un gruppo numeroso di leader di diverse confessioni.
«Oggi inizia una nuova era. Anche se solo le azioni possono cambiare le opinioni, vi prometto una cosa: se siete newyorkesi, io sono il vostro sindaco», ha detto il nuovo sindaco davanti alla City Hall di New York. Mamdani si è presentato sul palco con il solito stile poco appariscente: un abito grigio scuro, un cappotto nero e, questa volta, una cravatta rossa.
Al contrario, dal palco degli ospiti, svettava il sindaco uscente Eric Adams, con una sciarpa Fendi molto visibile intorno al collo. Il nuovo sindaco ha detto che porterà «sicurezza, accessibilità e abbondanza». Il suo discorso, nonostante fosse diretto ai newyorkesi, è stato anche un messaggio a Donald Trump e alle sue deportazioni di massa: Mamdani ha detto che New York è la città della diversità e che questo valore sarà protetto. «Daremo l'esempio al mondo. Se quello che diceva Sinatra è vero, dimostriamo che chiunque può farcela a New York, e ovunque nel mondo», ha concluso.










