Zohran Mamdani, primo sindaco musulmano e di origine sud-asiatica di New York, fa la storia anche giurando sul Corano nella più grande comunità ebraica del mondo fuori da Israele.
Per la prima cerimonia, privata e ristretta, poco dopo la mezzanotte, ha scelto il Corano di suo nonno e uno appartenuto ad Arturo Schomburg, scrittore e storico afroamericano che ha plasmato l'Harlem Renaissance, ad evocare la diversità di fedi, razze ed etnie della città.
Per il giuramento pubblico, all'ora di pranzo, ha affiancato al Corano del nonno quello della nonna, ribadendo così di non vergognarsi o temere per la sua fede musulmana nella metropoli che ha subito anche gli attentati islamici dell'11 settembre. Simbolici anche il funzionario e la location scelti per il rito privato, cui ha partecipato solo una ventina di persone, tra cui la moglie Rama Duwaji e i genitori: la procuratrice generale di Ny, Letitia James, nota antagonista di Donald Trump, e una stazione della metropolitana in stile Beaux-Arts, abbandonata ma di grande impatto estetico, "a testimonianza dell'importanza del trasporto pubblico per la vitalità, la salute e l'eredità della nostra città". "Quando la stazione di Old City Hall — ha osservato il primo cittadino — aprì per la prima volta nel 1904, una delle 28 stazioni originali della metropolitana di New York, era un monumento fisico a una città che osava essere bella e costruire grandi opere che avrebbero trasformato la vita dei lavoratori. Questa ambizione non deve essere solo un ricordo confinato al nostro passato". Mamdani ha poi dato il benvenuto al nuovo commissario per i trasporti della città, Mike Flynn, un esperto urbanista, annunciando di voler rendere la rete di trasporto pubblico di New York "l'invidia del mondo". Sarà questo uno dei banchi di prova dell'agenda del neo sindaco, sia in superficie che underground, all'insegna di una più ampia affordability della vita cittadina su cui ha costruito il suo successo elettorale.













