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Ultimo aggiornamento: 8:12

Non siamo a “uno stramilione di biliardoni”, e neppure a “un ottone di millantoni”, numeri inventati da Gianni Rodari nel suo Favole al telefono, ma poco ci manca. Per i comprensori sciistici marchigiani non si bada a spese, attingendo risorse dove possibile, ma soprattutto ai fondi per il sisma. Degli oltre 99 milioni destinati nel settembre 2021 dal Contratto istituzionale di sviluppo aree sisma, quasi 34,5 milioni di euro sono finiti a piste e impianti di risalita. Dei cento milioni stanziati dal Fondo complementare Pnrr sisma 2009-2016, oltre 28,8 milioni. “Opere come queste hanno un valore che va oltre la funzione tecnica: rappresentano un tassello del rilancio turistico e ambientale dell’Alto Nera, una delle aree più duramente colpite dal sisma del 2016”, ha spiegato a novembre scorso il Commissario straordinario Guido Castelli a proposito dell’intervento sul garage per i mezzi battipista sul Monte Prata, a Castelsantangelo sul Nera.

Ci sono poi i “Contributi regionali ai beneficiari pubblici e privati per l’innovazione degli impianti a fune e per la valorizzazione dei comprensori sciistici”: quasi 1,6 milioni di euro nel 2022, altri 319.995 nel 2023, 804mila nel 2025 (questi ultimi ancora da ripartire tra i beneficiari). Non di rado intervengono direttamente i comuni: la cabinovia Frontignano-Cornaccione è stata finanziata in parte dal Comune di Ussita con quasi 500mila euro. Non è finita, perché c’è anche il fondo nazionale da 230 milioni di euro del ministero del Turismo “per la realizzazione di interventi di ristrutturazione, ammodernamento e manutenzione degli impianti di risalita a fune e di innevamento artificiale”: in graduatoria ci sono la Sassotetto srl che gestisce gli impianti di Sassotetto di Sarnano (Macerata), con quasi 9,5 milioni di euro, e la Monte Catria Impianti Scarl, nel Pesarese, con 9,05 milioni di euro.