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Alla Fenice gli orchestrali con la spilla anti Venezi. A Vienna Nézet-Séguin rompe tutti gli schemi
Il Concerto di Capodanno della Fenice di Venezia, in diretta ieri su Rai 1, passerà alla storia come il concerto della spilla. Una protesta silenziosa ma eloquentissima contro la nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale del teatro: una spilla con chiave di violino e cuore, appuntata con orgoglio sulle giacche di orchestrali e coristi, sfoggiata da non pochi spettatori e persino dal direttore d'orchestra Michele Mariotti. Era il Concerto di Capodanno numero 23, ormai una tradizione consolidata. Un racconto musicale dichiaratamente italiano, costruito per il grande pubblico televisivo: una sequenza di classici riconoscibilissimi da Casta diva a Nessun dorma, dal Va, pensiero fino al brindisi della Traviata con il soprano Rosa Feola e il tenore (che voce!) Jonathan Tetelman. E poi la danza: Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel si muovono a Palazzo Grimani, anche nella stupefacente Tribuna, tra le statue della classicità. Quest'è l'Italia, l'Occidente. Siamo noi.













