Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Al Teatro La Fenice la protesta contro il direttore si trasforma in autogol: i paganti stanno con lei
“Pensate a suonare”. Un messaggio chiaro, limpido, cristallino. Un invito che conferma la stanchezza del pubblico. Del resto la battaglia va avanti da tempo ed è chiaro a tutti che si tratta di uno scontro più politico che musicale. Il riferimento è al caso Beatrice Venezi, direttore d’orchestra che il sovrintendente della Fenice di Venezia Nicola Colabianchi ha nominato direttore musicale a partire da ottobre 2026. Una scelta stroncata dalle maestranze – a partire dall’orchestra – con tanto di proteste plateali.
Emblematica la decisione di leggere ogni sera un comunicato contro la Venezi, nel mirino ufficialmente per il curriculum non all’altezza ma più che altro per le sue simpatie politiche a destra. Ma c’è chi dice basta. E non si tratta della Venezi, di un suo collega o di un politico. Parliamo del pubblico, la componente più importante anche secondo l’Orchestra, che aveva accusato il direttore d’orchestra di non garantire “né qualità artistica né prestigio internazionale” e soprattutto di fare scappare gli abbonati. Ma proprio gli abbonati sono stufi di questa campagna.








