Ci sono parecchie circostanze che restano poco chiare sulla tragedia avvenuta a Crans-Montana. L’eccessiva prudenza delle autorità elvetiche non aiuta. “Le Constellation”, luogo della strage dei ragazzi a Capodanno, si sviluppa su due piani: al terreno il bar, con una terrazza coperta e una sala con il bancone al centro; sotto la discoteca con un altro bancone e tavoli a cui si accede da una scala particolarmente angusta.
Diversi testimoni hanno raccontato che l’incendio sarebbe stato innescato da una candela scintillante inserita sul collo di una bottiglia di champagne e avvicinata pericolosamente al soffitto da una ragazza sollevata sulle spalle di due camerieri, un tipo di spettacolo che, come mostrano alcuni video, il locale proponeva abitualmente. In un primo momento alcuni ragazzi avrebbero tentato di soffocare le fiamme con le giacche, ma la situazione è precipitata in pochi istanti, innescando un flashover: il passaggio improvviso da un incendio localizzato a uno generalizzato. In un ambiente chiuso il calore si accumula, i gas di combustione saturano lo spazio e la temperatura schizza rapidamente a livelli estremi, finché più materiali prendono fuoco contemporaneamente e l’aria si fa irrespirabile. Ora è aperta una inchiesta per ciò che è accaduto a “Le Costellation”: non ci sono persone fermate ha spiegato la procuratrice capo del Canton Vallese Beatrice Pilloud, ma una persona è stata chiamata per chiarire le circostanze. I proprietari del bar, secondo fonti concordanti, sono una coppia francese originaria della Corsica.












