VENEZIA - Dicono che non sarà come nell’ultima giunta di Luca Zaia, quando a decidere era stato il solo governatore. Dicono che i partiti stavolta si faranno sentire. Ma, soprattutto, dicono che la mossa del nuovo presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani abbia spiazzato tutti: i direttori generali delle Ulss, in scadenza il prossimo 28 febbraio, si aspettavano infatti non una proroga (giuridicamente impraticabile), ma un commissariamento sì. In pratica, erano convinti di continuare a guidare la “propria” azienda sanitaria ancora per alcuni mesi.

E, invece, tutti a casa. I pensionati (Francesco Benazzi dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, Edgardo Contato dell’Ulss 3 Serenissima, Roberto Toniolo di Azienda Zero) sono fuori gioco, non più rinominabili, potranno spostarsi solo nel privato. Dei dg in quiescenza si salva per pochi mesi Giuseppe Dal Ben, non per l’Azienda ospedaliera di Padova ma solo per l’incarico commissariale all’Ulss 1 Dolomiti fino al 30 giugno con l’incarico di gestire il periodo delle Olimpiadi. Anche gli altri direttori generali - Mauro Filippi che nel 2024 era stato confermato all’Ulss 4 Veneto Orientale, Pietro Girardi che dalla 9 Scaligera era stato spostato alla 5 Polesana, Paolo Fortuna della 6 Euganea, Carlo Bramezza della 7 Pedemontana, Patrizia Simionato che dalla 5 Euganea era stata dirottata alla 8 Berica, Patrizia Benini che dallo Iov era andata alla 9 Scaligera, Callisto Bravi dell’Azienda ospedaliera di Verona - sono tutti a rischio. Nel senso che la commissione (non ancora istituita) che vaglierà le manifestazioni di interesse potrebbe inserire gli uscenti nelle rose dei candidati, ma poi sarà il presidente Stefani a decidere. Pubblicato anche l’avviso pubblico con il facsimile di proposta di candidatura: le domande vanno presentate entro il 30 gennaio.