Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

I racconti dei testimoni convergono sulla dinamica che ha portato all'incendio del locale: sarebbero state le stelline scintillanti a innescare le fiamme sul soffitto del seminterrato

A Crans-Montana si è consumata una strage nel locale "La Costellation", ritrovo del jet-set internazionale amante delle mete alpine. La dinamica è stata chiarita a diverse ore dai fatti, soprattutto grazie alle testimonianze di chi era all'interno ed è riuscito a scappare in tempo per poter raccontare l'accaduto. E i racconti stanno trovando una propria concordanza, perché convergono tutti verso un'unica linea di fatti che hanno portato al disastro su cui ora stanno indagando le autorità svizzere. Alcuni avventori, infatti, hanno spiegato che tutto sarebbe nato dalle candeline scintillanti che, come accade in molti locali frequentati dai giovani e dai giovanissimi, vengono posizionate sopra i tappi per questioni coreografiche.

Nei momenti concitati dei festeggiamenti, non si capisce se durante una festa di compleanno o se per l'inizio del nuovo anno, pare che una ragazza che si trovava a cavalcioni di un ragazzo abbia avvicinato eccessivamente le candeline scintillanti al soffitto in legno del locale, o una trave o un controsoffitto, innescando l'incendio. Questi sono i racconti che, con diversi particolari, sono stati fatti da alcuni turisti che avevano deciso di trascorrere lì la serata di capodanno. Le autorità ancora non confermano con certezza questa dinamica ma è stata certamente esclusa la pista dell'attentato così come non sembra trovare conferma nemmeno l'ipotesi dei fuochi d'artificio o petardi esplosi all'interno della struttura. "Una è stata avvicinata troppo al soffitto, che ha preso fuoco. In pochi secondi era tutto in fiamme, il soffitto era in legno", sono le parole di alcuni ragazzi francesi affidati all'emittente BfmTv.