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Ultimo aggiornamento: 9:09

Ed eccoci arrivati pure nel 2026, nonostante tutto resiste questo presidio di polverosa rusticità che richiama lettori più di un Giubileo e contumelie più di un rigore sbagliato. Contumelie che in ogni caso continuano ad essere il sottofondo musicale, più di un classico pe pe pe pe pe zazuera zazuera, delle Domeniche Bestiali. E tra ombre e luci (che non sempre funzionano benissimo), mezzi di fortuna e righe sbilenche rieccoci anche nel nuovo anno, flutes, boccale, damigiana o tazza che sia alla mano per celebrare la bestialità.

Paura eh? Mica lo può dire solo Lucarelli (Carlo, intendiamo, stia tranquillo Cassano)? Non preoccupatevi, stavolta la tazza è tazza per davvero, niente equivoci. Per l’esattezza una tazza di thè caldo, quella che Matja Orbanic, portiere dell’Erzurumspor, si è trovato quasi costretto a bere per sfuggire dal gelo della sua città. Si vede infatti il portiere che approfittando della bevanda calda lasciata lì da qualcuno dello staff si avvicina, non sopportando più neve e gelo, e ne approfitta per berla. C’è chi ha fatto molto di peggio in effetti.

Sembra quasi di sentire un sottofondo “musicale” nel leggere i comunicati del Giudice sportivo che arrivano dal Veneto, dove la parola “blasfemia” è più usata di “fallo” “scontro” e forse anche di articoli determinativi e preposizioni semplici. Anche tra i giovanissimi, sì, come riporta fedelmente e forse fin troppo il comunicato che motiva la squalifica per un ragazzo dell’Under 17 del Calcio Schio che come scrive l’arbitro “perché dopo una mia decisione, dice ‘ma dai’, bestemmiando a voce abbastanza alta”. Ma dai!