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Ultimo aggiornamento: 7:10
di Angelo Bianco
È l’ultima incazzatura di ogni anno, è da quando uso il fonendoscopio, è l’ultima spesa dell’anno, è l’ultimo botto che mi esplode in testa. La pagherò all’ultimo giro di lancette con la tredicesima, come sempre, come fan tutti, perché a noi medici a questo serve, all’ultimo giro di scatole: è l’Enpam! Sono costretto perché non ne ho voglia, mi disturba, mi nausea, mi sfugge la ragion d’essere.
Non sono un evasore, conosco i miei doveri e li assolvo tutti ma questo è un altro furto legalizzato, difronte al quale non ho difficoltà a trovare aggettivi educati per dirne della mia rabbia fiscale. Me lo chiedo dal primo anno della mia laurea in Medicina: perché devo pagare una tassa per essere medico? Se poi faccio libera professione, c’è un’altra quota ancora da pagare perché non basta quanto alla voce A, l’alfabeto delle tasse Enpam copre vocali e consonanti, tutte, nessuna esclusa.






