Roma, 31 dic. (askanews) – “Sfogliamo velocemente un album immaginario della storia della Repubblica, come talvolta si fa quando ci si ritrova in famiglia”. Sergio Mattarella nel suo undicesimo messaggio di fine anno sceglie un’immagine simbolica per ricordare agli italiani che lo guardano in tv per il consueto discorso di Capodanno la storia percorsa dal paese in questi 80 anni. Nel 2026 ricorre infatti l’anniversario della fondazione della Repubblica ed è occasione per fare bilanci e per recuperare i valori che hanno permesso all’Italia di diventare un “paese di successo” di cui “essere orgogliosi”.

In piedi nello studio alla vetrata tra il manifesto della nascita della Repubblica e la Costituzione il Presidente della Repubblica, in 15 minuti, si rivolge soprattutto ai giovani invitandoli a non rassegnarsi: “Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna”.

Il messaggio inizia con un pensiero per la pace: “Si chiude un anno non facile e la nostra aspettativa è innanzitutto la pace”, dice Mattarella. Mentre il popolo ucraino subisce bombardamenti e a Gaza i neonati muiono per il freddo “il desiderio di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte”. Ma il discorso non si dilunga sulle vicende internazionali, già affrontate negli interventi precedenti di questi giorni rivolti alla classe dirigente e alla diplomazia. Parlando agli italiani riuniti nelle case per festeggiare la fine dell’anno Mattarella sceglie di declinare la pace come “il modo di pensare, la mentalità”. Cita Papa Leone XIV che ha esortato a “disarmare le parole” e invita a raccoglierne l’invito mettendo da parte gli scontri e la polemica.