«In Coppa Italia non esiste domani: o passi o esci». È da questa consapevolezza che prende forma il quarto di finale di stasera, marted’ 30 dicembre alle 20,30, al Pala Fenera, dove il Chieri affronta Busto Arsizio. A quattro giorni dal successo in campionato, le due squadre tornano una di fronte all’altra con in palio l’accesso alla Final Four di Coppa Italia. Alla vigilia, coach Nicola Negro analizza il momento e la sfida. Come si prepara mentalmente una partita senza appello?«Non è una partita come le altre, non stiamo parlando di una gara di regular season. Qui ci si gioca senza possibilità di rivincita l’accesso alla Final Four di Coppa Italia. Qualificarci è il nostro obiettivo e non sarà facile superare il turno. Non bisogna tener conto della classifica con cui abbiamo chiuso il girone d’andata al terzo posto, focalizziamoci sulla situazione attuale». Conoscete bene le bustocche: quale dettaglio potrà fare la differenza?«Essendoci affrontati di recente, ci conosciamo bene vicendevolmente. Rispetto al 26 dicembre, entrambe le squadre adotteranno soluzioni tattiche differenti e sarà importante leggere subito cosa accade in campo e diventare imprevedibili». In partite così brevi quanto pesa l’approccio iniziale?«Conta molto, ma è più importante adattarsi nel corso della gara per arrivare alla vittoria. Bisogna essere bravi a leggere la partita». Il fattore campo può incidere?«Giocare al Pala Fenera conta davvero tanto. È un vantaggio che ci siamo conquistati con un grande girone d’andata. Il nostro pubblico ci sostiene e mette in difficoltà gli avversari, ma servirà grande attenzione». La possibilità di giocare la Final Four a Torino è uno stimolo o un pensiero da tenere fuori dallo spogliatoio?«È uno stimolo a prescindere, ancora di più se si gioca a Torino in un impianto come l’Inalpi Arena, davanti ai nostri tifosi. È una motivazione fortissima». In Coppa Italia cosa conta di più?«Conta tutto. La tecnica, la gestione delle emozioni in una gara da dentro o fuori e l’esperienza possono fare la differenza. Sono tutti fattori determinanti che portano al successo». Arrivare in fondo è un obiettivo dichiarato?«Abbiamo davanti un quarto molto impegnativo e siamo focalizzati solo su questo. Busto Arsizio è una squadra che gioca bene ed esprime una pallavolo di qualità. Solo dopo, eventualmente, penseremo alla semifinale, anche perché potremmo scontrare la vincente di Scandicci-Vallefoglia». Guardando al campionato, l’oscillare tra terzo e quarto posto rispecchia il vostro valore?«La classifica si sta delineando. Conegliano e Scandicci sono un passo avanti, poi c’è un terzetto con Milano, Novara e Chieri. È tutto molto equilibrato e sarà aperto fino alla fine». In cosa è cresciuta maggiormente questa squadra?«Siamo cresciuti in tutto: gioco, battuta, break e muro-difesa. È aumentata soprattutto la consapevolezza: la squadra sa di potersela giocare con chiunque». Il sistema di gioco è ormai assimilato?«Voglio una pallavolo chiara e concreta. Non mi aspettavo che la squadra assimilasse tutto così in fretta. Ho trovato grande disponibilità e credo sia l’inizio di un buon percorso tecnico». Il gruppo è completo o interverrete sul mercato?«Io lavoro ogni giorno con le ragazze che ho in palestra. Ho la fortuna di lavorare con un direttore sportivo come Max Gallo, molto attento al mercato, io resto concentrato sul campo».