La sconfitta elettorale in Comune è stata “una sberla" dalla quale ho imparato molte cose e che ho cercato di trasformare in un'opportunità di miglioramento personale, anche se è stato faticoso e, per certi versi, lo è tuttora". Pietro Piciocchi, l’ex vicesindaco reggente di Genova che lo scorso maggio ha perso le elezioni comunali contro Silvia Salis, consegna a Facebook un lungo sfogo sull’esperienza che lo ha ferito e che ha scelto di intitolare “Auguri di uno sconfitto”.
Non usa mezze parole, ammettendo che l’evento che lo ha segnato di più nell’anno appena trascorso è la sconfitta elettorale di maggio, ammettendo di esserne rimasto segnato e traendone conclusioni amare. “Viviamo in un mondo _ scrive _ ma forse è sempre stato così - che pone al centro di tutto il successo e che sulla base della performance divide le persone. Anche io ho subito questo atteggiamento: fino a quando sei "sulla cresta dell'onda" sono tutti ad adularti, ti portano in palmo di mano, si fingono amici, cercano qualcosa in cambio.Quando cadi, ecco che succede il contrario: iniziano a scaricarti, a darti responsabilità per l'insuccesso, ad ignorarti, a farti sentire colpevole, o a guardarti con commiserazione”.







