«In passato le banche erano tra le aziende più rigide nella loro organizzazione dei turni, degli orari, delle timbrature. Di quella rigidità, oggi non c’è più nulla grazie all’innovazione che come Intesa Sanpaolo abbiamo portato avanti in questi anni sulla flessibilità e sulle forme contrattuali». Roberto Cascella è il chief people & culture officer del gruppo da due anni e ha da poco siglato con i sindacati un accordo di secondo livello che aumenta l’attrattività del gruppo e migliora il welfare, introducendo la settimana cortissima. La banca, dopo aver assunto 5.250 giovani dal 2021 ad oggi, si prepara a farne entrare altri 3.500 entro giugno del 2028. Tutti con contratto a tempo indeterminato. «Non è facile trovare le persone che cerchiamo, soprattutto nell’area Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) dove c’è una competizione molto forte», spiega nell’ufficio dove ci riceve, al quarto piano di un palazzo a ridosso del Teatro alla Scala - di cui la banca è socio fondatore e sponsor principale anche in questa stagione - stretto tra gli edifici di quell’antica Milano che non perde il suo fascino neppure nelle giornate uggiose.

Le direttrici della strategia delle risorse umane