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Il calo dello spread, la fiducia ritrovata degli investitori, il miglioramento dei giudizi delle agenzie di rating non sono carezze ideologiche, ma segnali concreti

I fatti contano non le chiacchiere. Non sono uno sfegatato della Meloni ma bisogna avere l'onestà di riconoscere che si è rivelata molto più in gamba del privisto, nonostante la mediocrità di alcuni ministri. Da ex-imprenditore con legami internazionali e di formazione francese cartesiana, prediligo i fatti. Nel caso specifico del governo attuale, dopo tre anni, la maggior parte dei fatti sono positivi, oltre ogni previsione. Primo, la stabilità del governo con una maggioranza che non ha visto nessuna erosione dei numeri, come si é verificato spesso, basta ricordare i governi Prodi, Renzi o Conte, tutti finiti male. Secondo, Giorgetti si é dimostrato abile con le tre finanziarie, prudente e accorto per coprire le follie del reddito di cittadinanza ed i vari superbonus di Conte. Terzo, il calo storico dello spread sui bond tedeschi nonché sui titoli pubblici italiani che non si verificava da anni. Quarto, il giudizio unanime di tutte le organizzazioni internazionali, a partire dalle società di rating, che premiato l'Italia, quando per anni siamo stati a rischio di finire nei titoli spazzatura. Quinto, la diminuzione continua del tasso di disoccupazione, adesso al 6 %, in linea con i principali Paesi europei. Sesto, gli elogi unanimi di politici e della stampa straniera, avvezzi a criticare l'Italia, come il giornale francese Le Monde o il Financial Times che adesso non lesinano elogi alla Meloni ed al ruolo dell'Italia nel mondo. Cordiali saluti