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Piantedosi: la Polizia scientifica disponibile a collaborare al riconoscimento dei corpi

Davanti alla tragedia della strage di Crans-Montana in cui le vite di decine di giovani sono bruciate in una notte, anche la politica mette inevitabilmente da parte divisioni, polemiche e distinguo. A conferma del fatto che quello che fino a tre giorni fa era solo un piccolo paradiso nel cuore delle Alpi svizzere è ormai diventato il simbolo di una tragedia nazionale.

A fare i conti di un bilancio drammatico in Svizzera arriva in tarda mattinata il vicepremier Antonio Tajani. Non solo per portare il "profondo cordoglio personale e del governo", ma anche per seguire da vicino il destino dei ragazzi italiani coinvolti e delle loro famiglie. Destino tragico, perché - spiega il ministro degli Esteri - oltre a tredici feriti di cui diversi gravissimi, si contano anche sei dispersi. Alcuni di loro sono certamente morti, altri si spera siano tra quel gruppo di tre-sei feriti che ancora non sono stati identificati. "Non ci sono notizie ufficiali da parte svizzera, è tutto ancora molto incerto", spiega un Tajani visibilmente commosso dopo il sopralluogo nel bar Le Constellation. "Sono solo entrato nella hall e non sono sceso, ma - dice il ministro degli Esteri - ho visto le immagini di un vero dramma. Le scarpe e i vestiti per terra mi hanno fatto venire in mente quello che può essere successo. Sono padre e nonno, capisco cosa possa provare un genitore".