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Un algoritmo onnipresente maneggia l'utilità dell'odio antiebraico: l'antisemitismo è divenuto uno strumento di alto valore per obiettivi vari

Scordiamoci la lamentela. Loro, non gli ebrei, fanno pena dopo quest'anno orribile: gli antisemiti.

Il dato di 6333 incidenti antisemiti dal primo di gennaio al 30 novembre, 548 solo a novembre, di cui 79 solo in Germania dal 29 ottobre con un aumento del 172,4 per cento, ci parla non degli ebrei, ma degli antisemiti criminali e bugiardi o ignari idioti. Ci rammenta la miseria svergognata con cui una Flotilla guidata dall'ambiziosa Greta ha finto di portare cibo, mentre il suo gruppo raccoglieva denaro per Hamas; indica, fra i mille eventi, Amsterdam, patria di Anna Frank, che dopo aver dato la caccia un anno prima ai tifosi ebrei, ha dichiarato la squadra del Maccabi "non benvenuta"; ci segnala i presidi che infliggono a decine di migliaia di studenti lezioni di storia analfabeta recitata da Francesca Albanese; arriva alle strage di Bondi passando per le perversioni per cui chi crede di essere un difensore dei diritti umani ne è diventato un aggressore, un araldo del terrorismo islamico, dell'oppressione fascista.