Giancarlo Giorgetti guarda Oltralpe. Il ministro dell’Economia non cita mai la Francia, ma la mente corre subito a Parigi, costretta a ricorrere a una legge speciale, una sorta di esercizio provvisorio, perché nell’Assemblea nazionale non è stata trovata l’intesa sulla finanziaria. «Noi l’abbiamo approvata, altri Paesi in Europa no», ha spiegato nel commentare il via libera definitivo alla manovra arrivato alla Camera. Nessun dramma quindi sui tempi.
Ieri il voto finale sul disegno di legge di Bilancio da 22 miliardi si è chiuso con 216 voti a favore, dopo la fiducia incassata lunedì notte. L’ok è arrivato alla vigilia dell’ultimo giorno utile per pubblicare il testo in Gazzetta Ufficiale.
«Chi ha un minimo di esperienza sa perfettamente che la legge di bilancio ha questi riti», ha ricordato ai cronisti al termine del rush di fine anno, a cavallo delle feste. «Ho già fatto 29 manovre», aveva ricordato anche in Senato, giustificando il cammino un po’ tortuoso, tra emendamenti arrivati all’ultimo momento e frizioni con le forze parlamentari.
Le principali novità hanno riguardato le pensioni e l’aumento dell’età per uscire dal mondo del lavoro. In Senato è stato schivato un intervento sulle finestre mobili per la pensione anticipata, ma resta l’incremento di un mese dal 2027 per adeguare i requisiti alle aspettative di vita. L’auspicio in seno alla maggioranza è che la misura si possa rivedere. «L’intervento del governo ha ridotto di due mesi nel 2027 l’aumento dell’età pensionabile perché in automatico sarebbe aumentata di tre mesi», come previsto dalla normativa vigente, ha sottolineato Giorgetti. E poi ha aperto alle richieste dei partiti, Lega su tutti: nel corso del 2026 «se le cose continueranno ad andare bene sui conti pubblici, cercheremo anche di ridurre quel mese in più che partirebbe dal 2027».







