Indagini a 360 gradi sul caso della 15enne e di sua mamma morte all'ospedale Cardarelli di Campobasso dopo un'intossicazione alimentare la sera della vigilia di Natale. Si studiano anche le analisi del sangue delle vittime, in particolare quello di Antonella Di Ielsi prelevato nel reparto di Rianimazione dove la donna era stata ricoverata. Per i due decessi sono indagati 5 medici: si tratta di una dottoressa e di un dottore venezuelani residenti a Campobasso, di un medico nato a Napoli ma residente a Campobasso e infine di due medici di Benevento residenti a Campobasso.

In merito all'ipotesi legata a qualche forma di contatto con veleni, emergono nuovi dettagli sugli accertamenti legati alla farina finita sotto la lente degli investigatori. Nelle ultime ore si è appreso che nel mulino Di Vita, gestito da parenti delle vittime, non è stata riscontrata alcuna anomalia. Non ci sono state derattizzazioni perché non c'è mai stata presenza di topi, ma solo esche per piani di prevenzione programmati.

«Premesso che nessuno di noi sa cosa abbiano ingerito i componenti della famiglia di Campobasso la sera della Vigilia di Natale, l'ipotesi di una contaminazione accidentale di farine con il veleno per topi per me non è plausibile. Sarebbero stati tutti esposti, invece qui ci sono due vittime e due persone ricoverate in condizioni stabili». Così Valeria Petrolini, medico tossicologo del Centro antiveleni dell'Irccs Maugeri di Pavia e membro del Consiglio direttivo della Società italiana di tossicologia (Sitox).