C’è un punto preciso lungo il fiume Secchia, in una località dal nome suggestivo, Cristo, dove nel 1928 prende avvio la storia di Cantine Cavicchioli. Qui, nel cuore del territorio di produzione del Lambrusco di Sorbara, Umberto Cavicchioli passa dall’attività di commerciante alla produzione vinicola, dando vita a un percorso che attraversa quattro generazioni e quasi un secolo di viticoltura modenese.
I vigneti a Sorbara di Cavicchioli
Il legame con il territorio non è mai stato un vincolo, ma la base su cui costruire innovazione. Cavicchioli ha saputo guardare avanti restando fedele alle proprie radici, valorizzando le peculiarità del Sorbara, più segmentante e verticale rispetto ad altri Lambruschi, e facendone un tratto distintivo del brand. Oggi la cantina fa parte di uno dei principali gruppi vitivinicoli nazionali, una scelta che ha portato nuove risorse e un rinnovato slancio strategico, sia sul piano produttivo sia su quello della comunicazione e dei mercati.
La vocazione pionieristica emerge in passaggi chiave della sua storia. Nel 1987, in occasione del sessantesimo anniversario, nasce la Vigna del Cristo: prodotta in un piccolo appezzamento di circa cinque ettari da cui prende vita uno dei primi Lambrusco di Sorbara in purezza, quando ancora il disciplinare non lo consentiva. Un vino che ha ricevuto numerosi riconoscimenti e a cui gli esperti attribuiscono un profilo inconfondibile. Nel 2000, con il Rosé del Cristo, Sandro Cavicchioli introduce un’ulteriore innovazione scegliendo il metodo classico al posto del più diffuso Charmat, ispirato dalla cultura enologica francese e dal desiderio di esprimere al meglio finezza e identità del Sorbara. A raccontare storia e visioni per il futuro è Mario Vandi, responsabile marketing del Gruppo.






