Progressi "significativi", un'intesa pronta al 95% nella lettura di Donald Trump - al 90% per Volodymyr Zelensky - e un percorso che procede "nella giusta direzione".

Ma non ancora abbastanza per sciogliere le "questioni spinose".

Il confronto tra i due leader a Mar-a-Lago ha lasciato sul tavolo i nodi più sensibili: la disputa territoriale e il destino della centrale di Zaporizhzhia. Anche le garanzie di sicurezza, delineate nei principi, attendono di essere definite nei tempi. E' in questo spazio che si misura la distanza da colmare per arrivare alla svolta. "Le prossime settimane", è il refrain, diranno se la strada imboccata porterà davvero a un accordo.

I punti della trattativa:

* TERRITORI - L'obiettivo di Vladimir Putin di conquistare il Donbass resta incompiuto. Lo zar intima a Kiev il ritiro completo dall'area - che comprende gli oblast di Donetsk e Luhansk - controllata oggi dalle forze russe per oltre l'80%. Zelensky punta invece a una zona demilitarizzata - con un arretramento reciproco dalla linea del fronte e un cessate il fuoco - mentre Washington evoca la creazione di una zona economica speciale. Mosca rivendica come proprie anche le regioni di Zaporizhzhia e Kherson, che tuttavia non controlla interamente, oltre alla Crimea annessa nel 2014.