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Dal 1° gennaio del 2026 la maggior parte dei nuovi edifici residenziali e commerciali costruiti in Polonia (tra cui i condomini, i garage sotterranei e le stazioni della metropolitana) dovrà essere dotata di rifugi di emergenza, o comunque di spazi che possano essere trasformati in rifugi. Era già stato deciso con una legge approvata alla fine del 2024, ed è uno dei vari modi in cui il governo europeista di Donald Tusk sta cercando di aumentare i sistemi di protezione per i civili in caso di catastrofe naturale o di guerra.
La Polonia è sul confine orientale dell’Unione Europea, ed è tra i paesi più esposti a un potenziale attacco da parte della Russia e della Bielorussia, sua alleata. Da quando è iniziata la guerra in Ucraina il governo ha detto che intende dotarsi del più grande esercito tra i paesi europei, con più di 500mila soldati, e ha aumentato la spesa militare dicendo di volerla portare al 5 per cento del PIL (già oggi la Polonia è uno dei paesi della NATO che spende di più per la difesa in relazione al PIL).
Il paese è però piuttosto indietro per quanto riguarda la protezione e la difesa dei civili. Per esempio, la maggior parte dei rifugi antiaerei fu costruita decenni fa. Molti sono troppo vecchi, e comunque possono ospitare solo una piccola parte della popolazione: 1,4 milioni di persone su un totale di quasi 38, secondo un rapporto della Corte dei conti dell’inizio del 2024.








