Il cenone di Capodanno resta uno dei riti più sentiti delle feste, un appuntamento che cambia poco negli anni e che continua a raccontare abitudini, territori e tradizioni. Anche quest’anno, sulle tavole degli italiani, non mancheranno i grandi classici, accanto a qualche variazione più personale o regionale.

In molte case si parte con il pesce, soprattutto dove la tradizione è più radicata. Antipasti freddi e caldi, spaghetti alle vongole, risotti o fritture accompagnano l’attesa fino alla mezzanotte. Una scelta che resta diffusa non solo lungo le coste, ma anche nelle città dell’entroterra, dove il cenone di San Silvestro è ormai sinonimo di menu “di mare”. Il pesce, simbolo di abbondanza e prosperità, è leggero ma nutriente, ricco di proteine di alta qualità, omega-3, vitamine del gruppo B e minerali come iodio, calcio e fosforo. Il momento clou arriva però allo scoccare della mezzanotte, quando difficilmente mancano lenticchie e cotechino o zampone, il piatto simbolo del Capodanno italiano. Le lenticchie, con la loro forma tondeggiante che ricorda le monete, sono un portafortuna che attraversa secoli e regioni: secondo la tradizione, più lenticchie ci sono nel piatto, maggiore sarà la prosperità nell’anno che sta per cominciare. Dal punto di vista nutrizionale, le lenticchie sono un concentrato di proteine vegetali, fibre, ferro, magnesio, potassio e vitamine del gruppo B. Aiutano la digestione, favoriscono il senso di sazietà e contribuiscono al controllo dei livelli di zuccheri nel sangue.