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30 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 12:33
Da Kiev spiegano che Mosca non ha fornito alcuna prova sul presunto attacco con droni alla residenza di Putin, e dall’altra parte il Cremlino si trincera dietro il silenzio, aggiungendo che non dirà altro sulla questione, visto che tutti i droni sono stati abbattuti e solitamente sono le forze armate russe a occuparsi di questo tipo di indagini. A condurre un’analisi indipendente è il think-tank basato negli Usa Institute for the Study of War (Isw), secondo cui non ci sono indizi circa la responsabilità del fatto. Per questo, si legge nelle conclusioni, “il Cremlino potrebbe voler usare questo presunto attacco per giustificare il suo rifiuto di qualsiasi proposta di pace che emerga dai recenti colloqui bilaterali tra Stati Uniti e Ucraina e multilaterali tra Stati Uniti, Ucraina ed Europa”.
L’analisi – “Le circostanze del presunto attacco (del 29 dicembre alla villa di Putin a Valdai, vicino a Novgorod) non sono conformi allo schema delle prove osservate quando le forze ucraine conducono attacchi in Russia. I raid ucraini confermati in Russia generano in genere prove osservabili in fonti aperte. Le prove includono filmati, spesso geolocalizzati, di operazioni di difesa aerea, esplosioni, incendi o colonne di fumo vicino agli oggetti presi di mira; dichiarazioni di autorità russe locali e regionali, che solitamente minimizzano gli attacchi (di droni) ucraini riusciti, parlando invece di ‘detriti’ di droni abbattuti; e resoconti di fonti locali e media di incendi o danni a tali oggetti. L’Isw non ha osservato alcun filmato di questo tipo né resoconti locali o regionali sugli attacchi ucraini vicino alla residenza di Putin per corroborare l’affermazione di Lavrov”, il ministro degli Esteri russo che ieri ha dato notizia del presunto attacco.












