In un momento di estrema fragilità per gli equilibri internazionali, il processo di pace tra Russia e Ucraina è stato scosso da un nuovo, inquietante capitolo che mescola accuse di terrorismo, diplomazia ad alto livello e la solita retorica del Cremlino. Al centro della tempesta la denuncia russa di un presunto attacco ucraino condotto con "91 droni" contro una delle residenze ufficiali di Vladimir Putin, un evento che Kiev nega categoricamente ma che Mosca sta già utilizzando come leva politica per irrigidire la propria posizione al tavolo dei negoziati "guidati" da Washington. E proprio il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rivelato di aver avuto una telefonata da Putin nelle prime ore di ieri durante la quale il leader russo avrebbe esposto la sua versione dei fatti su questa sorta di "giallo" bellico, convincendo inizialmente l'inquilino della Casa Bianca. Trump, con la sua consueta schiettezza, ha dichiarato ai giornalisti di aver preso Putin "sulla parola", salvo poi ammorbidire la posizione di fronte alle smentite ucraine, ammettendo che l'attacco "potrebbe non essere mai avvenuto". Questa incertezza presidenziale riflette la complessità di una guerra dell'informazione che viaggia parallela a quella sul campo.
Droni sulla villa di Putin, attacco o false flag? Accuse incrociate Mosca-Kiev
In un momento di estrema fragilità per gli equilibri internazionali, il processo di pace tra Russia e Ucraina è stato scosso da un nuovo...












