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30 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 10:39
L’Aula della Camera si prepara martedì mattina al voto finale sulla legge di Bilancio, dopo che lunedì sera i deputati hanno detto sì alla fiducia posta dal governo con 219 favorevoli e 125 contrari. I lavori sono poi andati avanti fino alle 4:30 del mattino con l’esame degli ordini del giorno. Il testo sarà licenziato a un giorno dalla chiusura dell’anno e dall’esercizio provvisorio, dopo oltre due mesi e mezzo dall’approvazione in Consiglio dei ministri. Il percorso è stato accidentato e ha visto la maggioranza fibrillare in più passaggi. Il governo rivendica il risultato finale, soprattutto sul fronte della tenuta dei conti, mentre l’opposizione fin dal primo momento ha bollato il testo come “asfittico” e “privo di prospettive per la crescita”. Di sicuro molti dei nodi e delle tensioni che hanno caratterizzato l’esame parlamentare non sono sciolti e si ripresenteranno nei prossimi mesi. A partire da quello delle pensioni, che resta un tasto dolente per la Lega e ha spaccato il centrodestra facendo sfiorare la crisi.
Nella notte è passato con parere favorevole del governo l’ordine del giorno del Carroccio che chiede di sterilizzare l’innalzamento dell’età pensionabile previsto dalla manovra stessa, che spalma l’aumento dei requisiti prevendendo un mese in più dal 2027 e tre mesi dal 2028. Per il vicepresidente del M5S Michele Gubitosa “è la comica finale di una maggioranza che in campagna elettorale ha promesso la luna sulle pensioni e ha finito col fare peggio di Mario Monti ed Elsa Fornero“. Il ministro Giancarlo Giorgetti lunedì sera, allargando le braccia, si è limitato a commentare che “si vedrà nel 2026” e già l’aver previsto in manovra una gradualità dello scalino ha richiesto “oltre un miliardo” di coperture. “Giorgetti smentisce ancora la Lega”, l’attacco del Pd con la capogruppo Chiara Braga. “Cercano di riscrivere la manovra con gli ordini del giorno ma la pezza è peggio del buco”.












