Caro direttore, alla vigilia di Natale ho ricevuto la cattiva notizia che il tradizionale "Panevin dell'Ottavario" di Rustigné, frazione di Oderzo in provincia di Treviso, non si può più fare. Avevo già fatto la consueta domanda, poi una telefonata informale da parte di un amministratore mi ha comunicato che l'Arpav non consente più di due giornate utili nell'anno per effettuare tali manifestazioni.
Il problema nasce dal fatto che il giorno 5 gennaio (scadenza tradizionale) e 6 gennaio (giornata scelta dall'amministrazione Comunale per il Panevin sull'acqua del Monticano), sono già occupati, e che quindi quello di Rustigné dovrà saltare.
Il Panevin dell'Ottavario a Rustigné, la più piccola frazione di Oderzo, è un avvenimento tradizionale che dura da quasi ottant'anni. Nasce infatti per la prima volta nel 1948 in quanto, a causa della persistente pioggia, non si era potuto tenere alla vigilia dell'Epifania. Nel 2005, in occasione del Panevin dell'Ottavario, a cura della Parrocchia venne stampato un opuscoletto in cui l'allora parroco don Federico Gava, che scriveva: «Suggerisco di arricchire la tradizione con un nuovo simbolo che rafforzi la consapevolezza dell'appartenenza ad una comunità. A tale scopo, le famiglie del paese, sono invitate fin d'ora ad aderire a questa iniziativa conservando delle "fascine" che saranno raccolte per formare il "panevin de l'otavario" del 2006». Da allora il panevin a Rustigné è stato realizzato sempre cosi, con legna secca che brucia in mezz'ora. Considerato che a Rustigné il 5 e 6 gennaio non brucerà nessun falò e che quindi non contribuiremo ad aumentare la concentrazione di "polveri sottili" in quei giorni, crediamo che il nostro falò, se acceso il 10 gennaio, non sarà responsabile dell'inquinamento del pianeta.






