«Il fenomeno esiste ma c'è anche un dato positivo: la risposta istituzionale, in Veneto, è importante. L'Ufficio scolastico regionale è molto attento».
Luca Pezzullo, presidente dell'Ordine degli Psicologi del Veneto, i numeri però delineano una situazione preoccupante. Non trova?
«Decenni fa certe situazioni erano considerate normali, la disfunzionalità dei comportamenti era tollerata. Ora c'è più sensibilità. Anche gli atti di discriminazione vengono riconosciuti. Siamo tutti più sensibili e attenti e questo porta a una maggiore emersione del fenomeno».
Ma voi, come categoria professionale, con ragazze e ragazzi ci parlate. Sono davvero più cattivi o è cambiata solo la percezione?
«Sono cambiate alcune forme espressive. Il cyberbullismo è un fenomeno pervasivo e permanente. Non è la battuta fatta nel corridoio della scuola. È qualcosa che si diffonde e di cui si perde il controllo. Ciò crea uno stigma molto maggiore, rispetto ai micro atti che venivano commessi in passato».






