«Chi vive per sempre vive per amore», canta il compositore e cantautore torinese Andrea Laszlo De Simone. La sua voce è flebile e sfiora il cuore in “Pienamente”, brano tratto dall’ultimo album “Una Lunghissima Ombra” pubblicato nell’ottobre del 2025, uno dei dischi italiani più belli dell’anno e soprattutto tra i più apprezzati all’estero, ovviamente in Francia, paese d’elezione per De Simone che nel 2024 all’Olympia di Parigi ha ricevuto il prestigioso Premio César per la migliore musica originale col film “Le Règne Animal” di Thomas Cailley. Certamente questo artista sensibile e ispirato che continua ad andare controcorrente, personaggio timido e defilato della Torino musicale e artistica, merita di essere indicato come il miglior compositore e musicista del 2025. «Sono, sono stato e resterò per sempre timido – aveva scritto in una lettera pubblicata da Repubblica dove commentava la vittoria, due anni fa, del Premio César – un timido audace, è evidente, ma pur sempre timido, riservato. D’altronde sono nato e cresciuto a Torino, città scelta dai miei genitori alla fine del 1980 proprio per la sua eleganza e la sua capacità di compiere rivoluzioni culturali senza la necessità di strillarlo ai quattro venti». È un tratto distintivo che attraversa tutte le sue opere, compresa l’ultima, dove brillano di una luce sempre sommessa gioielli come “Planando sui raggi di sole” o “Quello che ero una volta”. Ascoltando in profondità Andrea Laszlo De Simone si riconosce la sua unicità e originalità assolute, tuttavia in questo mare di note inafferrabile, si possono percepire le onde di Maurice Ravel, Arvo Pärt, Nino Rota, Gino Paoli e Fabrizio De André. «Amo fare musica, anzi, vivo per fare musica», dice il cantautore che ha la sua base a Torino, l’Ecce Homo Studio e The Goodness Factory che lo supporta per il management e la produzione artistica. Per presentare “Una Lunghissima Ombra” («rispettando la sua natura intima») è stata allestita «una cupola geodetica con audio spazializzato, un luogo “bolla” in cui potersi rintanare e che al tempo stesso potesse rappresentare l’isolamento a cui inducono i pensieri intrusivi, tema portante dell’album».
L’anno lunghissimo di Laszlo De Simoneè fatto di ricordi e amore
Il “timido audace” merita il riconoscimento per il suo album e il modo di interpretare el lavoro di artista
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