Roma, 29 dic. (askanews) – Roma, 29 dic. (askanews) – Finisce con un paradosso: il provvedimento più delicato, quello su cui le forze politiche di maggioranza discutono da mesi pubblicamente e privatamente, viene approvato in un minuto o poco più nell’ultimo Consiglio dei ministri dell’anno, per giunta in assenza di due dei principali ‘protagonisti’: Matteo Salvini e Guido Crosetto. Insomma, quella che doveva essere la scena madre di questo film dura di fatto pochi fotogrammi.
Il governo dunque dà il via libera al decreto che proroga per altri dodici mesi gli aiuti all’Ucraina, quello che dall’esecutivo Draghi in poi dà copertura ai vari pacchetti (dodici quelli inviati finora). D’altra parte l’accordo in maggioranza era già stato chiuso nei giorni scorsi, con tanto di colloquio a suggellare tra il leader della Lega e Giorgia Meloni. Eppure, nella giornata in cui arriva l’ok in extremis c’è il tempo per un ulteriore ‘giallo’. In mattinata circola una bozza del testo del provvedimento che, come da intesa raggiunta in maggioranza, non è una semplice fotocopia dei precedenti, perché nelle premesse enfatizza l’importanza degli sforzi “a livello internazionale per il raggiungimento di una soluzione di pace” e perché affida “priorità” agli aiuti “ad uso civile e di protezione dagli attacchi aerei, missilistici, con droni e cibernetici”. Tutte aggiunte richieste dai salviniani per ‘vestire’ il provvedimento con un’aura più pacifista. Non era però l’unica differenza, giacché sembrava destinato a cambiare anche il titolo del decreto con la cancellazione di una parola ben precisa: “militari”.












