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Ultimo aggiornamento: 10:51
Mai così tanti rendimenti negli ultimi dieci anni. A incassare guadagni record sono gli azionisti dei maggiori gruppi europei della difesa, che chiudono il 2025 con una remunerazione ai massimi dell’ultimo decennio e trainata soprattutto dall’aumento dei dividendi. Secondo un’analisi di Vertical Research Partners per il Financial Times, alla crescita dei rendimenti si accompagna un rafforzamento degli investimenti: da prima dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, la quota di ricavi destinata a spesa in conto capitale e ricerca e sviluppo è stimata in aumento dal 6,4% al 7,9%.
Negli Stati Uniti la dinamica è diversa. Dopo il picco del 2023, i rendimenti per gli azionisti delle principali aziende della difesa sono diminuiti e anche gli investimenti hanno registrato un lieve calo. Il settore è finito sotto accusa con il sospetto di privilegiare i riacquisti di azioni rispetto alla produzione: Donald Trump ha sollecitato i contractor a investire di più, mentre il segretario al Tesoro Scott Bessent ha parlato di aziende “gravemente in ritardo nelle consegne” e invocato “un po’ più di ricerca e un po’ meno riacquisti di azioni”. Secondo Vertical Research, tuttavia, l’idea che l’industria Usa stia sottoinvestendo o “facendo profitti eccessivi” “non è supportata fatti”: “i riacquisti di azioni e i dividendi, come quota della capitalizzazione di mercato, si sono quasi dimezzati negli ultimi due anni”.







