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Ultimo aggiornamento: 7:45
La Valle di Adamè, gioiello del Parco Regionale dell’Adamello lombardo compreso nella Rete europea Natura 2000, ospita da alcuni anni una centralina idroelettrica realizzata dai gestori dell’omonima baita a 2100 m di quota. Il progetto, nato tra il 2016 e il 2017 per l’esigenza del rifugio di sostituire i gruppi elettrogeni (alimentati a combustibili fossili trasportati in elicottero) puntando invece a generare in loco energia rinnovabile e silenziosa, ha ottenuto l’autorizzazione nel 2022 con una serie di rigide prescrizioni da rispettare: copertura immediata degli scavi, strutture in muratura compatibili con l’ambiente circostante, e così via.
L’impianto insiste su un’area di elevata sensibilità ambientale. La presenza delle torbiere, delicati ecosistemi particolarmente tutelati anche alla luce della recente Nature Restoration Law approvata in Europa, è stata sottovalutata dalla valutazione d’incidenza che non ha studiato le ripercussioni legate alla modifica del regime idrico del sito, liquidando gli impatti come “non significativi” senza alcun monitoraggio; la stessa documentazione appare lacunosa ed incompleta anche su altri aspetti, dalla mancata segnalazione della presenza di fauna alpina protetta all’omissione di ulteriori habitat interessati in modo diretto o indiretto che risultano dunque esenti da valutazione.






