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Il presidente abbandona i toni sprezzanti e punta su un dialogo senza strappi
Donald Trump ha indossato la sua maschera più conciliante ieri a Mar-a-Lago. Quella del Grande Tessitore di accordi, orgoglioso dei risultati che ama ripetere di aver ottenuto in tema di pace nel mondo. Accogliendo Volodymyr Zelensky alla presenza dei giornalisti prima del loro colloquio riservato, ha avuto parole di elogio non solo per lui, ma un po' per tutti, perfino per i leader europei ("eccezionali") che lui e Putin hanno voluto di comune accordo tenere fuori dalla porta. Ha insistito sul possibile approssimarsi di un'intesa, ma ha anche ammesso cosa che non ama mai fare che scadenze fissate o credibili per questa intesa non ce ne sono: il contesto è troppo complesso per spingersi a tanto. E del resto, tutte le volte che Trump ha cercato di imporre scadenze categoriche ai protagonisti di questa guerra (solitamente a Zelensky) ha poi dovuto prendere atto dell'inutilità di questo metodo.






