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Gli arrestati: "Erdogan ci ha accettato"

L'8 ottobre, Adel Ibrahim Salameh, arrestato due giorni fa nell'operazione Domino, sostiene parlando di Hamas "che in Giordania e in Egitto sono nemici di Dio invece in Turchia non ci sono problemi, perché Erdogan (il capo dello Stato legato ai Fratelli musulmani nda) ci ha accettato".

Negli atti si legge che ad Istanbul "si trova l'ufficio finanziario di Hamas e si è sviluppato un grande hub di enti di beneficienza", che convogliano i soldi verso l'organizzazione terroristica a Gaza ed in Cisgiordania. Un capitolo dell'inchiesta che ha portato in carcere Mohammad Hannoun e la sua rete in Italia riguarda proprio il "ponte" turco, che serviva a far arrivare i soldi delle donazioni raccolte nel nostro paese ad Hamas. Il ricercato Saleh Mohammed Ismail Abdu, uno dei facilitatori residente in Turchia, parlando con Hannoun il 15 febbraio 2025 esprime il desiderio "di trasferire il Califfato nella striscia di Gaza". Nome di battaglia Abu Khaled ha ricevuto, 467mila dollari, secondo i documenti rinvenuti dagli acquirenti nella sede genovese dell'ABSPP, l'associazione caritatevole di copertura che serviva a raccogliere i fondi per Hamas. Abu Khaled è accusato di avere trasferito i soldi a Gaza ad "Osama Alisawi (ex ministro dei Trasporti di Hamas e referente di Hannoun nda), in tal modo contribuendo consapevolmente al finanziamento dell'organizzazione terroristica". Le intercettazione rivelano le telefonate con Hannoun sulle varie tranche di denaro a cominciare da 43.770 euro ed i contatti internazionali, come "Majed al Zeer, vertice della piramide di Hamas in Europa che si sarebbe rifugiato in Turchia (per sfuggire ad un'indagine di altra Autorità europea)". Abu Khaled "non si limita ad effettuare versamenti per conto di Hannoun fungendo da intermediario fra l'Italia e Gaza - riportano gli atti -, ma lo aiuta nella ricerca di un appartamento". Il 21 agosto 2024 il capo della presunta rete di Hamas nel nostro paese specifica di avere un conto ad Istanbul con 50.000 dollari su cui potrebbero confluire anche le somme depositate in Giordania ed in Egitto. L'obiettivo sarebbe l'acquisto di appartamenti da affittare per incassare una rendita mensile. Il fratello di Abu Khaled, Rami Abdu, "in solo otto mesi avrebbe registrato entrate ed uscite per oltre un milione di dollari" si legge nell'ordinanza di custodia cautelare della procura di Genova. Rami "è un esperto del ramo finanze, professore assistente di diritto - secondo quanto accertato dagli inquirenti - e fondatore dì un'associazione che tutela i diritti umani (Euro Mediterranean Human Rights Monitor) con sede a Ginevra".