Non si possono ignorare gli artigli del Dragone. L’improvviso assedio di Taiwan è un messaggio lanciato da Pechino a tutto il mondo e soprattutto a Donald Trump. La tempistica è esplicita: poche ore dopo il vertice con Zelensky e la lunga telefonata con Putin, la Cina ha deciso di mostrare la sua potenza militare con una mobilitazione rapida. Lo ha fatto dopo gli annunci sul maxi-accordo da oltre undici miliardi di dollari per la fornitura di armi americane a Taipei. Ma l’avvertimento è più ampio e rimarca la volontà cinese di pesare nella decisione degli equilibri geopolitici globali.
BREAKING: China's military has announced the "Justice Mission 2025" joint military exercise around Taiwan. Below is our visualization of the declared exercise zones, per Chinese state media: pic.twitter.com/YOyfl7i7kx— Taiwan Security Monitor (@TaiwanMonitor) December 29, 2025
L’operazione della Repubblica Popolare è impressionante. Con un preavviso di poche ore, 89 aerei e 28 navi hanno sbarrato le rotte di accesso all’isola. La mappa mostra cinque zone di interdizione, che bloccheranno per 48 ore i porti principali: viene evidenziato che si trovano all’interno del perimetro della difesa aerea taiwanese. Non solo. Quattro formazioni della Guardia costiera pattuglieranno tutte le acque intorno alle coste di Taiwan, salpando da nord e da sud per concentrarsi a sud della città di Hualien. Sui canali social ufficiali sono state pubblicate foto satellitari degli aeroporti militari, con un monito diretto: “Come potete tentare di essere indipendenti?”. L’obiettivo è proprio questo: circondare l’isola con una barriera di caccia e navi lanciamissili, impedendo l’accesso a qualunque soccorso dal mare e dal cielo. La premessa all’invasione, che può accadere in qualsiasi momento, come testimonia l’improvvisa esibizione di decine di migliaia di miliari.












