In prima fila per Gaza, in prima fila per la Global Sumud Flotilla. E in prima fila per Mohammad Hannoun e la sua Associazione palestinesi per l'Italia. Tanto da chiedere ai suoi follower sui social un piccolo "sacrificio economico". Tradotto: una donazione.
Non poteva sapere, la deputata Stefania Ascari, pasionaria pro-Pal del Movimento 5 Stelle, che forse quei soldi sarebbero finiti nelle tasche non dei bambini palestinesi "che muoiono di fame", come scriveva lei ossessivamente nel suoi post, ma in quelle dei terroristi islamici, come sostengono gli inquirenti che hanno arrestato a Genova Hannoun e altre 8 personalità legate al mondo palestinese in Italia. Di certo, però, l'onorevole grillina era tenuta a sapere che lo stesso Hannoun era circondato da anni da voci piuttosto inquietanti che lo indicavano come il referente di Hamas in Italia, come è emerso dalle carte dell'inchiesta genovese. E collettore della enorme macchina di propaganda che nascondeva dietro alle attività umanitarie un colossale sistema di finanziamento occulto. Secondo i pm, il 70% dei soldi raccolti dagli ignari donatori italiani è servito ad alimentare la macchina bellica palestinese e non gli aiuti umanitari alla popolazione di Gaza.





