Un po’ come Rossel Crowe in Un’ottima annata. Eleonora Spadotto trascorre le sue giornate nella City a Londra, lavorare per ore e ore in ufficio, nel mondo della finanza. In un ambiente di certo stimolante, ma chiuso, iper competitivo e anche un po’ grigio. Un bel giorno con la sua famiglia esplora un borgo del Settecento, nel cuore del Friuli. Le mura trasudano storia, la natura circonda le antiche costruzioni e il villaggio si estende per centinaia di ettari, circondato dalle vigne. Il luogo ideale dove intraprendere la coltivazione e la cura della vite per realizzare vini innovativi, magari senza alcol. Tante cose da sistemare e la villa con le vecchie dimore dove un tempo vivevano numerose famiglie - stile Downton Abbey - va ristrutturata. Ma il fascino è immutato e la famiglia Spadotto spazza via ogni dubbio.

Il primo passo per il padre Lucio è vendere l’attività per poi investire nel borgo del vino. Lasciare quindi una grande azienda, la finanza internazionale, un business e una carriera avviati per approdare alla terra e costruire qualcosa insieme. Una scelta coraggiosa – complessa ma convinta - e fatta anche col cuore. È il 2018 quando nasce Lea Winery (dove Lea è l’acronimo di Lucio, Lorena, Eleonora e Alessandro, genitori e due figli), realtà vitivinicola friulana oggi tra le pioniere italiane del vino dealcolato di alta gamma.